Consumatori della generazione Z

La Tribù digitale e le nuove tendenze dei consumatori

La pianificazione delle strategie futura per brand e operatori di marketing non è mai una proposta facile e diventa sempre più complesso seguire le nuove tendenze dei consumatori. La tecnologia è progredita più velocemente negli ultimi 50 anni rispetto a tutti gli anni precedenti della storia umana messi insieme. E per i prossimi 25 anni si prevede una nuova fortissima accelerazione.

In un quadro così mutevole l’analisi macro assume una rilevanza fondamentale. Dobbiamo essere in grado di comprendere le tendenze che regolano l’interazione digitale del pubblico. Quali sono i fattori sociali, politici, culturali, ambientali ed economici che spingono le persone a scegliere un brand.

Da diversi studi che hanno analizzato il comportamento dei consumatori durante l’anno 2019 si evince che lo scopo di un brand é il fattore che influenza maggiormente la vicinanza o la lontananza del consumatore. Tra i giovani l’aspettativa sugli scopi sociali ed ambientali dei brand é ancora più alta che tra le generazioni precedenti.

Oggi più che in ogni altra epoca senza una mission con la quale il consumatore possa identificarsi, si perde la fiducia in un brand. Il 96% delle persone non si fida più dei messaggi che provengono da un brand e il 64% dei consumatori boicotterebbe un brand per motivi etici. Quindi per potere ricostruire un clima di fiducia tra brand e consumatore si deve necessariamente mostrate autenticità, umanità ed essere compatibili con la natura.

Autenticità, umanità e rispetto per il pianeta

Partire dall’autenticità è la vera sfida per i brand e per chi fa marketing. Una sfida che va superata, innanzitutto perché a chiederla é la generazione Z, quindi i consumatori del futuro. Comunicare in maniera autentica lo scopo del proprio brand significa essere coerenti con la reale mission aziendale, se un brand produce automobili diesel come linea privilegiata non può mostrarsi come marchio ambientalista.

Così come da un brand ci si aspetta sempre di più vicinanza ai problemi del pianeta e alle vicende di chi lo abita. Pensiamo a quei brand che hanno sfruttato manodopera minorile e poi elargivano fondi ad associazioni che si occupano del recupero dei minori. Oppure ad aziende di idrocarburi che estraendo e raffinando devastano interi territori e poi per compensavano investendo in ricerca contro il cancro. Queste erano strategie che fino a 20 – 30 anni fa potevano pure funzionare. Oggi invece avrebbero un impatto devastante sulla fiducia dei consumatori. Di contro lo spot riuscitissimo della coop é un esempio di strategia fondata su autenticità, umanità e rispetto per il pianeta.

Quindi se volessimo far cominciare il futuro del marketing dal 2020, direi senza dubbio che esso non possa che partire dal tentativo di recuperare la fiducia dei consumatori mostrando se stessi in armonia con l’ambiente che ci circonda.

Simone Di Trapani

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