GDPR e marketing intelligente

Il GDPR obbligherà a fare targeting intelligente

Nel 2020 con l’entrata in vigore della normativa europea sul diritto alla privacy (GDPR) per i marketer si dovrà necessariamente tornare al target contestuale. Non si tratta più di stabilire se i pubblicitari dispongono di dati sufficienti, ma piuttosto se li utilizzano correttamente. La normativa europea ha reso tutti i consumatori consapevoli del fatto che le aziende raccolgono e utilizzano i propri dati personali per scopi di marketing. Considerato che si é generata molta apprensione sull’utilizzo dei dati personali, a causa di scandali come Cambridge Analitica, possiamo supporre che molte persone non diano il consenso per un utilizzo a fini commerciali.

Consideriamo l’ID di un uomo di mezza età che vive a Roma. La sua storia di navigazione ci rivela che è stato inserito in vari pool di retargeting. Ad esempio moda urbana, sport estremi ed uno specifico marchio tecnlogico. Immaginiamo che questo utente stia guardando un video relativo all’acconciatura. Non è il momento migliore per propinargli un annuncio relativo alle scarpe da trekking che ha già visto, poiché la sua attenzione è chiaramente altrove.

Quindi più che le scarpe da trekking, sarebbe opportuno propinare annunci sulla tolettatura per uomo. Fare targenting basato solo sui dati di navigazione senza considerare il contesto, non ci fornisce i risultati migliori. Per questa ragione dobbiamo considerare il GDPR come l’opportunità di tornare alla centralità del contesto. 

Nel 2020, grazie al GDPR, il marketing sarà più intelligente

La combinazione ponderata di dati di navigazione e contesto, sicuramente riduce il numero delle offerte potenziali, ma darà luogo ad un maggiore coinvolgimento del potenziale cliente e un rendimento migliore sia per il marketer che per il venditore. Ovviamente se abbiamo interpretato correttamente il contesto.

Non c’è modo migliore per attirare l’attenzione del pubblico se non quello di offrire contenuti simili a quelli che stanno leggendo o vedendo. In definitiva, il GDPR dovrebbe servire a ricordare agli inserzionisti che il marketing intelligente è un atto di bilanciamento. I dati dell’utente possono fornire spunti di grande utilità, ma ciò che le persone stanno guardando o leggendo è il più grande indicatore dell’attuale predisposizione individuale all’acquisto.

Simone Di Trapani – Nubes

Lascia un commento